in the Archdiocese of Dar es Salaam
Founded in 1888/89
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| 1888 | January - Arrival on the Island of Zanzibar. In March the sisters followed the monks to Pugu, about 20 km southwest of Dar es Salaam in the then German East Africa; the convent was the "Mission Monastery St. Benedict". |
| 1889 | January 13 - Destruction of the Pugu station by rebel insurgents; Sr. Martha Wansing and two brothers were killed. |
| La nuova Missione di Pugu P. Leonardo |
Pugu
si trova 20 Km. a sud ovest di Dar es Salaam e a 9 Km dall’aeroporto
internazionale di Dar. La maggioranza degli abitanti, di religione musulmana,
vive ancora la vita rurale tradizionale. Gli indigeni appartengono alla tribù
degli Wazaramo, un popolo Bantu che circonda un po’ tutta la città di Dar e la
zona costiera. I cristiani sono per lo più forestieri, provenienti dalle diverse
parti del Tanzania. Nei villaggi ci sono molti Wamakonde, tribù originaria del
Mozambico. L’evangelizzazione di Dar (ex capitale), e di tutto il territorio sud
del Tanzania, inizia nel 1887, quando i Benedettini di S. Ottilien, d’accordo
con la santa Sede e il governo germanico, decidono di mandarvi 14 Missionari,
tra cui 4 Suore. Sono tutti sotto i 40 anni e P. Bonifaz, il loro Superiore, ne
ha solo 27. Sanno fare un po’ di tutto: muratura, falegnameria, sartoria,
agricoltura, conoscono anche un po’ di medicina. Arrivano a Dar, un villaggione
di circa 3000 abitanti, nel Gennaio 1888, ma non si fermano là. Decidono di
iniziare la missione un po’ fuori, dove è meno influente la presenza musulmana.
D’altra parte, a Dar, ci sono già i luterani: sono arrivati nel luglio dell’anno
prima e una eccessiva vicinanza dei missionari cattolici non farebbe loro
piacere. Perciò, dopo attenta osservazione, Pugu sembra il luogo più adatto per
costruirvi un convento, dove si possa integrare preghiera e lavoro, secondo lo
stile di vita benedettino. A Pugu c’è abbondanza di acqua, il terreno è fertile
e il clima piuttosto fresco. Gli abitanti sono cordiali e accoglienti. Il giorno
stesso del loro arrivo, i missionari si mettono al lavoro: abbattono alberi,
prendono misure... installano una grande croce e, piano piano, costruiscono una
chiesetta, la casa per le Suore, quella dei Padri e Fratelli, poi una casa per i
giovani e una scuola. Il 1° maggio 1888 viene battezzato il primo cristiano, un
giovane schiavo riscattato ed educato alla missione: lo chiamano Andrea. A parte
qualche problema col cibo locale (un Padre e una suora dovranno essere
rimpatriati, tanto sono debilitati), tutto sembra filare per il meglio, quando
scoppia la rivolta organizzata da Bushiri bin Salim. Gli insorti, arabi e
indigeni, arrivano a Pugu e invadono il monastero. Il 13 gennaio 1889, mentre i
Padri stanno uscendo dal refettorio, compaiono 100 o 200 soldati, sparando
all’impazzata. Fratel Pietro, colpito al petto, muore subito. Fratel Benedetto,
nel tentativo di salvare il SS. Sacramento, fugge in chiesa e viene ucciso
presso il Tabernacolo. Suor Martha, con due orfani e 4 o 5 giovani, restano
uccisi in chiesa, durante la sparatoria e i loro corpi vengono dati alle fiamme.
Molte persone, insieme a due Fratelli, riescono a nascondersi nella boscaglia
vicina. Gli altri missionari, con una decina di locali, vengono catturati per
essere poi scambiati con alcuni arabi, prigionieri dei tedeschi. I soldati
portano via tutto quello che possono, poi danno fuoco alle abitazioni.
Nell’Aprile 1889 i Benedettini rimasti in Tanzania sono richiamati in patria. Si
chiude così, in tragedia, la prima fase del loro lavoro missionario. Rimangono
solo rovine e i sepolcri di questi servitori del Vangelo. Passata la tempesta,
ritorneranno nel dicembre dello stesso anno, ma si stabiliranno nella città di
Dar es Salaam. Da allora Pugu diventa una semplice bush school da visitarsi, di
quando in quando, come tante altre stazioni missionarie. A Dar, nuova sede,
nell’Ottobre 1905, sarà consacrata la famosa cattedrale di St. Joseph. Nel
settembre 1920 tutti i Benedettini tedeschi sono espulsi e costretti a rientrare
in patria. Nel marzo 1921 arrivano i primi Cappuccini: vengono dalle Seychelles,
dove già operavano come missionari. Nel giugno dello stesso anno arrivano anche
i Cappuccini svizzeri. Il tempo ha lasciato i suoi tristi segni nella Missione
di Pugu. Un missionario cappuccino, che nel 1922 vi si recò in visita, scrisse:
“E’ un luogo che dà tristezza. È una boscaglia con poche capanne scoperchiate;
una cinquantina o sessanta persone, che abitano nelle vicinanze, dicono di
essere cristiani”. Dal 1924, Pugu sarà servita da un Padre di Dar, che la
visiterà una volta alla settimana, per la S. Messa e il catechismo. Bisognerà
aspettare fino al 1934, perché il villaggio abbia di nuovo una chiesetta (San
Fedele di Sigmaringen) ed una casa per le Suore. Nel 1948, una nuova svolta. I
Vescovi dell’allora Tanganyika decidono di costruire una scuola secondaria
superiore per studenti cattolici, destinata ad essere l’anticamera
dell’Università. Pugu viene scelto come luogo per la realizzazione del progetto.
Nell’arco di 13 anni vengono costruiti più di 30 edifici, con una chiesa capace
di contenere centinaia di studenti. La direzione della scuola, chiamata Francis
Secondary School, è affidata ai Padri dello Spirito Santo, provenienti
dall’Irlanda. Nella lista dei maestri che hanno insegnato in questa scuola,
troviamo J.K. Nyerere, primo Presidente del Tanzania (1963-1985), che vi insegnò
negli anni 1952-1955, prima di dedicarsi alla politica. Ha studiato qui anche
l’attuale presidente del Tanzania, Benjamin William Mkapa, della parrocchia di
Upanga. Molti altri esponenti politici di rilievo del Paese hanno avuto in
questa scuola cattolica la loro formazione umana, politica e religiosa. Nel 1968
alla scuola di Pugu viene negato il diritto di accettare solo studenti
cattolici. Essendo venuto meno il fine per cui è stata costruita, i Padri delle
Spirito Santo rientrano in Patria, e la scuola passa sotto il controllo del
Governo. Alla Chiesa Cattolica rimane il locale della chiesa e la casa dello
staff della scuola, oggi casa per i Padri, per il Parroco, e sede del centro P.
Pio, per il recupero di sacerdoti e religiosi con problemi di alcool. Dal Maggio
1969, vari sacerdoti si sono avvicendati nel servizio pastorale. Fino al 1992 vi
hanno fatto servizio i Cappuccini, dal 1992 al 2000 sono subentrati i sacerdoti
diocesani e, dal 2001, di nuovo i frati Cappuccini. L’ultimo parroco è in carica
dal 14 novembre 2002.q
quoted from: Notizie e testimonianze
Historical Sources:
Author: Anonymous
Title: Die
Aufstanduntersuchungskommission
Source: Deutsche Kolonialzeitung, Bd. XXIII, Nr. 7, 17.02.1906, 65
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